Costa Paradiso
Oggi il cielo è limpidissimo e il vento accarezza le fronde degli alberi che si trovano davanti alle nostre tende. Ormai sono sveglio ma l'aria fresca e l'atmosfera piacevole mi spinge a restare ancora per qualche minuto sdraiato.
La nottata non è stata una delle più piacevoli, senza materassino e con un cuscino creato unendo lo zaino e la giacca da moto. Alla fine però non mi ha creato grossi problemi.Iniziamo a prepararci, due stracci addosso e una sciacquata rapida e poi una puntatina al bar per fare colazione. Decidiamo di rimanere qui un altro giorno, giusto per avere la possibilità di visitare qualche luogo nei paraggi. Oggi andremo in una spiaggia di Costa Paradiso (tragitto) a circa 40km da S.ta Teresa. Il percorso è piacevole ma,
purtroppo per noi, non troppo tortuoso. Arriviamo al paese, le case hanno lo stesso colore delle rocce.Facciamo un pò di spesa e poi raggiungiamo il parcheggio dove lasceremo le nostre moto.
Per raggiungere la spiaggia dobbiamo fare un percorso sulle rocce, niente di impegnativo, è tutto protetto da un corrimano. In pochi minuti arriviamo si arriva sulla spiaggia.E' subito un bel colpo d'occhio: il verde dell'acqua, la conformazione delle rocce, il fiumiciattolo che arriva fin dietro alla spiaggia. Tempo 5 minuti e siamo già in acqua, erano mesi che tutti noi aspettavamo questo momento.
L'acqua è fredda, minkia se è fredda, ma dopo un pò diventa piacevolissima. Si nuota, si gioca a racchettoni, si ascolta la musica, che pacchia. Di gente alla fine ce n'è per una spiaggia così piccola.
L'acqua è fredda, minkia se è fredda, ma dopo un pò diventa piacevolissima. Si nuota, si gioca a racchettoni, si ascolta la musica, che pacchia. Di gente alla fine ce n'è per una spiaggia così piccola. Nel tardo pomeriggio decidiamo di prepararci per affrontare il viaggio di ritorno. L'idea è quella di andare a S.ta Teresa a farci un aperitivo. La mia testa scotta, mi sa che mi sono bruciato di brutto.
Torniamo verso il campeggio per prepararci... Fabio è davanti a noi ed entra per primo, Enriko ed io poco dopo.
La nostra piazzola si trova sulla sinistra appena si entra. Ad un certo momento vedo Enriko che invece di girare a sinistra va dritto, su per la salita e sparisce. Io mi guardo Valter e gli dico: "Aho, ma dove sta andando Enriko?". E lui: "Boh... forse doveva andare su al bar per chiedere della corrente"
La nostra piazzola si trova sulla sinistra appena si entra. Ad un certo momento vedo Enriko che invece di girare a sinistra va dritto, su per la salita e sparisce. Io mi guardo Valter e gli dico: "Aho, ma dove sta andando Enriko?". E lui: "Boh... forse doveva andare su al bar per chiedere della corrente"Passano i minuti e intanto si sente il rumore della moto di Enriko, in lontananza, che si sposta da sinistra a destra e viceversa, per parecchie volte. Intanto noi discutiamo e iniziamo a preoccuparci. Perchè Enriko non torna alle tende? Mah!!!
Alla fine eccolo comparire all'imbocco della stradina con i suoi occhioni che ci guardano e dicono "Ebbene si!!! mi sono perso". Non credevamo alle nostre orecchie, è stato per svariati minuti in giro per il campeggio a cercare le nostre tende. E la cosa bella è che, ad un certo punto, ha pure chiesto ad un tizio se quello era il campeggio "La Liccia"!Senza parole.
Si sta facendo tardi e dobbiamo cercare un posto per andare a mangiare. Chiediamo informazioni alla signora del campeggio che ci consiglia un agriturismo a pochi minuti dal campeggio. L'agriturismo forse si chiama "Il Sardo". Non c'era posto e che non avevano roba a sufficienza per far mangiare anche noi. Noi abbiamo fatto gli occhi dolci e alla fine la signora ha ceduro. E meno male che non avevano molte cose da farci mangiare! Ci siamo sfondati: antipasto, assaggini di primi piatti (gnocchi e ravioli) e alla fine anche il porceddu che era riuscita a rimediare rubacchiando un po di pezzi dai vassoi degli altri clienti. Unica nota negatica che però non ha influito sul nostro appetito: un mega insettone nella bottiglia del vino.

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