Alghero-Bosa
Purtroppo oggi c'è molto vento e decidiamo quindi di snobbare le spiagge. Oggi faremo la tappa che ci era stata consigliata dal tizio conosciuto alla partenza, faremo la strada costiera che porta a Bosa (Alghero-Bosa). Dopo la colazione prendiamo le moto e partiamo, oggi si farà un bel pò di strada.
Questa strada non delude le nostre aspettative: è ben asfaltata e il panorama è stupendo. La strada inizia a salire per la scogliera, inizia ad essere parecchio tortuosa. Ci fermiamo in un'area di sosta e scattiamo qualche foto.
Dopo circa 44Km di curve si arriva a Bosa. A prima vista è molto carina, con le case tutte colorate, con la collina con in cima la rocca, con il fiume navigabile che passa su un fianco.
Ci fermiamo qui e facciamo una pausa.Ora che siamo qui non ci conviene fare la stessa strada dell'andata e quindi ora punteremo verso una zona con dei nuraghi. Si va verso Padria (Bosa-Padria). Questi 30 chilometri sono inizialmente in salita poi si passa su un altopiano molto bello e desolato.
Arrivati a Padria chiediamo informazioni per andare a visitare il Nuraghe Longu, che si trova ad un paio di chilometri da qui, e per pranzare ci consigliano la trattoria "Zia Giovanna" (Via Sulis 11 - tel. 079807074) che si trova dietro la chiesa.
Quella che ci troviamo di fronte è l'entrata di una casa, con tanto di campanello e cassetta della posta. Un pò titubanti entriamo. Dentro per fortuna è una trattoria come le altre, con una decina di tavoli ben apparecchiati. Le persone già presenti iniziano a squadrare, è molto evidente che non siamo del posto. Visto l'orario, le 14:00, chiediamo al cameriere se è ancora possibile mangiare e lui alla fine acconsente senza tanti problemi avvertendoci del fatto che non c'è molta scelta. Si ma non c'è neanche tanta scelta di locali dove mangiare per cui accettiamo e ci mettiamo seduti.
Il menù della casa prevede: pasta con il pomodoro, arrabbiata e pasta con burro e parmigiano; i secondi sono: pollo, salsicce con qualcosa che non ricordo e poi vitello tonnato. Ad Enriko, che rientra da una telefonata, gli spieghiamo come funziona la cosa e lui: "ma che cxxxo stai a dì, dai... dimmi cosa si mangia!".
Tagliando tutta la parte del discorso e una vena di delusione nata per la situazione... arriviamo fino al punto dove tutti noi increduli ci mangiamo l'arrabbiata più buona che la nostra o, per lo meno, la mia bocca abbia mai assaporato. Eravamo entrati in una specie di trance. Per secondo ci siamo fatti portare un misto tra pollo e vitello. Il vitello tonnato era molto buono e il pollo si scioglieva in bocca. Il vassoio lustrato come se fosse uscito dalla lavastoviglie. Il cameriere è un grosso personaggio, probabilmente anche un pò ubriaco di natura, ma di una simpatia unica. Ora siamo a posto anche con il pranzo.
Lasciamo a malincuore la trattoria per andare a visitare il Nuraghe Longu. All'entrata del sentiero non c'è nessuno ma la persona che avevamo conosciuto al bar ci aveva detto che potevamo entrare e fare tutto da soli. Percorso un sentiero a gradini si arriva su uno spiazzo dove si vede già il nuraghe. Lo aggiriamo per qualche decina di metri e arriviamo all'entrata.
Dopo una rapida occhiata ci accorgiamo che entrarci non è molto facile, il buco d'entrata è basso e l'interno è immerso nel buio più totale. Scoraggiati, anche dal fatto che non abbiamo una fonte di luce con noi, rinunciamo alla visita.Torniamo alle moto e riprendiamo la strada per tornare ad Alghero (Padria-Alghero). Altri 50 chilometri di strada fantastica con un vento un pò troppo fastidioso.
Siamo tornati al campeggio per farci una bella doccia, per riposare un pò la schiena. Sono poi scattate le partite a flipper, quello di Elvis, che ricordi. Questa sera non ceneremo, un pò di riposo per la nostra pancia gonfia e stressata. Poi in tarda serata siamo andati a fare un giro nel centro di Alghero a cercare qualche altro posto dove prenderci una birra. Ma in questo periodo c'è poca gente e alcuni locali sono chiusi per cui alla fine torniamo nel pub dove siamo stati ieri. Un panino alla fine ce lo siamo fatto tanto per metterci un firmino. Fatta una certa siamo tornati in campeggio. Ah... dimenticavo, la valterata di oggi è stata: "Seguiamo la corrente di respiro". Poi durante la notte lo sento ritornare dai bagni dove era andato a chiudere un conto in sospeso. Si è procurato un taglio in testa perchè si è addormentato sul cesso e ha dato una capocciata sulla porta.

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