mercoledì, maggio 31, 2006

Capo Caccia

C'è molto vento anche oggi, cercheremo ugualmente di raggiungere una bella spiaggia e prendere un pò di sole. Non ci allontaneremo molto, faremo una gita a Capo Caccia. Dopo la colazione, ad un orario tranquillo, ci prepariamo e partiamo. Per raggiungere Capo Caccia, da Alghero, bisogna percorrere la litoranea versone Nord e poi già si vede ad occhio nudo, non è difficile raggiungerlo. Dopo una mezzoretta di strada, a ritmo blando, raggiungiamo questo immenso sperone che si erge sul mare (che belle parole).
Il panorama è fantastico, arriviamo fino al parcheggio per poi fare un giro a piedi. Qui ci sono le Grotte di Nettuno ma oggi sono chiuse perchè il mare agitato non permette l'ingresso.
Fabio da una schicchera ad una vespa che si era poggiata sulla visiera del casco. Quest'ultima finisce a terra. Valter allora fa: "dai... ammazzala, ormai è agonante" poi si avvicina e la schiaccia. Dopo questa breve interruzione riprendiamo le moto e torniamo indietro. La prima spiaggia che troviamo non è adatta perchè troppo esposta al vento. Poi finalmente troviamo una bella spiaggia... lunga lunga. Di vento ce n'è parecchio anche qui ma è più sopportabile e poi abbiamo a disposizione un chiosco bar chiuso che ci fa da riparo. Effettivamente coperti dal vento fa molto caldo. A pranzo siamo andati in un chiosco vicino dove abbiamo mangiato un ottimo spaghetto alla parmigiana, poi non mi ricordo cosa ci siamo mangiati. Poi il resto del pomeriggio è andato via in relax, torello con infortunio e rischio addio al calcio. Fabio ha ricevuto una botta su un dito del piede che poi nella serata è diventato viola/nero. Enriko, per prendere la palla, ha fatto un movimento strano con la gamba e per poco non ci rimetteva il legamento. Praticamente da un gioco sciocco poteva venir fuori una strage.
Raggiunta una certa prendiamo la strada per tornare ad Alghero. Sulla strada incontriamo una pista per mini Dune Buggies e naturalmente ci fermiamo senza pensarci due volte. Purtroppo però i kart non si potevano noleggiare ovvero, uno alla volta si ma tutti insieme no. E poi il tizio della pista c'ha iniziato a fare un discorso troppo complicato sulla difficoltà di guida, sui ricambi etc etc. Alla fine ci siamo scassati le pxxxe e ce ne siamo andati sconsolati. Poi siamo tornati in campeggio per farci una doccia e dopo un aperitivo ci siamo preparati per andare a cena. Visto che è l'ultima sera che passeremo ad Alghero, abbiamo deciso di tornare da "Maristella". Questa volta mi sono mangiato gli spaghetti con la bottarga e poi una grigliata di pesce. Tutto squisito come la prima volta. Per smaltire il tutto poi siamo andati a fare una passeggiata per il centro.

martedì, maggio 30, 2006

Alghero-Bosa

Purtroppo oggi c'è molto vento e decidiamo quindi di snobbare le spiagge. Oggi faremo la tappa che ci era stata consigliata dal tizio conosciuto alla partenza, faremo la strada costiera che porta a Bosa (Alghero-Bosa). Dopo la colazione prendiamo le moto e partiamo, oggi si farà un bel pò di strada. Questa strada non delude le nostre aspettative: è ben asfaltata e il panorama è stupendo. La strada inizia a salire per la scogliera, inizia ad essere parecchio tortuosa. Ci fermiamo in un'area di sosta e scattiamo qualche foto.
Poco dopo poi sono partiti i filmati; Valter che è la mia zavorra, con la macchina fotografica ha iniziato a riprendere mentre con la moto facciamo queste splendide strade. Ecco qui di seguito un paio di filmati, gli altri si possono trovare consultando il sito YouTube.com cliccando su questo link.






Dopo circa 44Km di curve si arriva a Bosa. A prima vista è molto carina, con le case tutte colorate, con la collina con in cima la rocca, con il fiume navigabile che passa su un fianco. Ci fermiamo qui e facciamo una pausa.
Ora che siamo qui non ci conviene fare la stessa strada dell'andata e quindi ora punteremo verso una zona con dei nuraghi. Si va verso Padria (Bosa-Padria). Questi 30 chilometri sono inizialmente in salita poi si passa su un altopiano molto bello e desolato.
Arrivati a Padria chiediamo informazioni per andare a visitare il Nuraghe Longu, che si trova ad un paio di chilometri da qui, e per pranzare ci consigliano la trattoria "Zia Giovanna" (Via Sulis 11 - tel. 079807074) che si trova dietro la chiesa.
Quella che ci troviamo di fronte è l'entrata di una casa, con tanto di campanello e cassetta della posta. Un pò titubanti entriamo. Dentro per fortuna è una trattoria come le altre, con una decina di tavoli ben apparecchiati. Le persone già presenti iniziano a squadrare, è molto evidente che non siamo del posto. Visto l'orario, le 14:00, chiediamo al cameriere se è ancora possibile mangiare e lui alla fine acconsente senza tanti problemi avvertendoci del fatto che non c'è molta scelta. Si ma non c'è neanche tanta scelta di locali dove mangiare per cui accettiamo e ci mettiamo seduti. Il menù della casa prevede: pasta con il pomodoro, arrabbiata e pasta con burro e parmigiano; i secondi sono: pollo, salsicce con qualcosa che non ricordo e poi vitello tonnato. Ad Enriko, che rientra da una telefonata, gli spieghiamo come funziona la cosa e lui: "ma che cxxxo stai a dì, dai... dimmi cosa si mangia!". Tagliando tutta la parte del discorso e una vena di delusione nata per la situazione... arriviamo fino al punto dove tutti noi increduli ci mangiamo l'arrabbiata più buona che la nostra o, per lo meno, la mia bocca abbia mai assaporato. Eravamo entrati in una specie di trance. Per secondo ci siamo fatti portare un misto tra pollo e vitello. Il vitello tonnato era molto buono e il pollo si scioglieva in bocca. Il vassoio lustrato come se fosse uscito dalla lavastoviglie. Il cameriere è un grosso personaggio, probabilmente anche un pò ubriaco di natura, ma di una simpatia unica. Ora siamo a posto anche con il pranzo.
Lasciamo a malincuore la trattoria per andare a visitare il Nuraghe Longu. All'entrata del sentiero non c'è nessuno ma la persona che avevamo conosciuto al bar ci aveva detto che potevamo entrare e fare tutto da soli. Percorso un sentiero a gradini si arriva su uno spiazzo dove si vede già il nuraghe. Lo aggiriamo per qualche decina di metri e arriviamo all'entrata. Dopo una rapida occhiata ci accorgiamo che entrarci non è molto facile, il buco d'entrata è basso e l'interno è immerso nel buio più totale. Scoraggiati, anche dal fatto che non abbiamo una fonte di luce con noi, rinunciamo alla visita.
Torniamo alle moto e riprendiamo la strada per tornare ad Alghero (Padria-Alghero). Altri 50 chilometri di strada fantastica con un vento un pò troppo fastidioso.
Siamo tornati al campeggio per farci una bella doccia, per riposare un pò la schiena. Sono poi scattate le partite a flipper, quello di Elvis, che ricordi. Questa sera non ceneremo, un pò di riposo per la nostra pancia gonfia e stressata. Poi in tarda serata siamo andati a fare un giro nel centro di Alghero a cercare qualche altro posto dove prenderci una birra. Ma in questo periodo c'è poca gente e alcuni locali sono chiusi per cui alla fine torniamo nel pub dove siamo stati ieri. Un panino alla fine ce lo siamo fatto tanto per metterci un firmino. Fatta una certa siamo tornati in campeggio. Ah... dimenticavo, la valterata di oggi è stata: "Seguiamo la corrente di respiro". Poi durante la notte lo sento ritornare dai bagni dove era andato a chiudere un conto in sospeso. Si è procurato un taglio in testa perchè si è addormentato sul cesso e ha dato una capocciata sulla porta.

lunedì, maggio 29, 2006

La Pelosa

Anche oggi è una bella giornata. Dopo la solita colazione provvediamo a saldare il conto del campeggio e iniziamo a fare i bagagli. Visto che Valter sta con la macchina carichiamo tutto dentro senza prestare troppa attenzione all'ordine. La nostra prossima casa sarà Alghero ma prima di arrivare lì passeremo il pomeriggio in spiaggia e per l'esattezza sulla spiaggia di Stintino, la Pelosa. Il percorso non è molto lungo (S.Teresa-Stintino) ma è abbastanza tortuoso e lento.
Siamo quasi arrivati a Porto Torres; superato Castelsardo rallento l'andatura perchè siamo nei pressi di un luogo che mi è familiare. Infatti eccola, l'entrata con l'arco del villaggio dove c'ho lavorato tanti anni fa, per l'esattezza 14. Prima si chiamava il "Belo Horizonte", adesso qualcosa come "Giardini di Ginepro" o qualcosa di simile. Quanti bei ricordi.
Torniamo a noi... ora siamo a 10 minuti da Porto Torres. Ci fermiamo in un chiosco sulla spiaggia a fare uno spuntino e per riprendere fiato, una sigaretta e due chiacchiere. Valter, sentito telefonicamente, è già a Porto Torres smarrito tra le vie del centro. Si riparte, ora dobbiamo fare l'ultimo sforzo per raggiungere la "pelosa".
Passati per le labirintiche strade di Porto Torres arriviamo finalmente a Stintino. E' ancora abbastanza presto, tipo le 11 e 30. Parcheggiamo la moto e raggiungiamo Valter sulla spiaggia...
Che dire... non è male come spiaggia, vero?
L'acqua è freddina ma non resistiamo più di cinque minuti e ci buttiamo. Meraviglioso!!! Io purtroppo porto ancora i segni della scottatura di ieri, sulla testa e sulle spalle. Tutto il pomeriggio lo passiamo a giocare a racchettoni, a carte e a sentire la musica. Tra poco... sigh! sigh! dobbiamo prepararci per andare ad Alghero.
La strada per arrivarci questa volta è diversa (Stintino-Alghero), per un pezzo si percorre la stessa dell'andata poi si passa per la campagna, tra dei splendidi campi coltivati con ognuno un colore diverso. In una mezzora siamo ad Alghero ed abbiamo tutto il tempo per cercare un campeggio e in particolare uno che sembra ottimo per le nostre esigenze. Il campeggio in questione è "La Mariposa" e si trova appena arrivati ad Alghero. Il campeggio è carino, comodo e, importante, alberato. Dopo un rapido briefing con la signorina anglo-froilan-italiana della reception, piazziamo il nostro campo base sulla collina dominante.
Il campeggio ci piace ed è anche pieno di stranieri. Dopo una rapida sistemata al nostro accampamento e una bella lavata generale iniziamo a prepararci per andare a cena. Al primo benzinaio, durante il rifornimento carburante, chiediamo ad un indigeno alcune informazioni su ristoranti e trattorie. Dopo circa un quarto d'ora (d'orologio) di dialogo salutiamo il tizio e ci avviamo verso una trattoria che ci ha consigliato. La trattoria si chiama "Maristella" e si trova in via F.lli Kennedy n°9 (079-978172). Avremmo voluto tanto rincontrare quel tale che ci consigliò questo splendido posto. Antipasti di pesce, spaghetti allo scoglio, calamaro alla griglia, tutti piatti splendidi e gustosissimi. Alla fine, per quanto ci aveva confiato l'antipasto con il primo, ho dovuto abbandonare mezzo calamaro nel piatto... che peccato. Prezzo a capoccia intorno ai 30 euro, niente male!!!
Dopo la trattoria siamo andati a fare un giro nel centro storico, piccolo ma carino e con qualche locale aperto. Molti dei bar e pub hanno una clientela prettamente locale tranne uno con stranieri di ogni nazione. Dopo un paio di birre abbiamo iniziato a sentire un pò di stanchezza addosso e quindi abbiamo preso e siamo tornati in tenda.
Enriko questa sera ha preso a russare.
Io non riesco a prendere sonno, fa troppo casino, e allora gli faccio: "Enriko!!!... stai a russà 'na cifra. Fammi addormentare prima a me e poi ti addormenti tu"
E lui: "ma perchè... che ho detto di sbagliato?" (evidentemente già era fuori con l'accuso)
E io: "ma che cxxxo stai a dì?"
E lui: "eh... eh... che ho detto di sbagliato!?!?!"
E io: "niente Errì... però stai a russà e rompi li cxxxxi"
E lui: "ah, stavo a sognà qualcosa"
Annamo bene

domenica, maggio 28, 2006

Costa Paradiso

Oggi il cielo è limpidissimo e il vento accarezza le fronde degli alberi che si trovano davanti alle nostre tende. Ormai sono sveglio ma l'aria fresca e l'atmosfera piacevole mi spinge a restare ancora per qualche minuto sdraiato. La nottata non è stata una delle più piacevoli, senza materassino e con un cuscino creato unendo lo zaino e la giacca da moto. Alla fine però non mi ha creato grossi problemi.
Iniziamo a prepararci, due stracci addosso e una sciacquata rapida e poi una puntatina al bar per fare colazione. Decidiamo di rimanere qui un altro giorno, giusto per avere la possibilità di visitare qualche luogo nei paraggi. Oggi andremo in una spiaggia di Costa Paradiso (tragitto) a circa 40km da S.ta Teresa. Il percorso è piacevole ma, purtroppo per noi, non troppo tortuoso. Arriviamo al paese, le case hanno lo stesso colore delle rocce.
Facciamo un pò di spesa e poi raggiungiamo il parcheggio dove lasceremo le nostre moto. Per raggiungere la spiaggia dobbiamo fare un percorso sulle rocce, niente di impegnativo, è tutto protetto da un corrimano. In pochi minuti arriviamo si arriva sulla spiaggia.
E' subito un bel colpo d'occhio: il verde dell'acqua, la conformazione delle rocce, il fiumiciattolo che arriva fin dietro alla spiaggia. Tempo 5 minuti e siamo già in acqua, erano mesi che tutti noi aspettavamo questo momento. L'acqua è fredda, minkia se è fredda, ma dopo un pò diventa piacevolissima. Si nuota, si gioca a racchettoni, si ascolta la musica, che pacchia. Di gente alla fine ce n'è per una spiaggia così piccola.
Nel tardo pomeriggio decidiamo di prepararci per affrontare il viaggio di ritorno. L'idea è quella di andare a S.ta Teresa a farci un aperitivo. La mia testa scotta, mi sa che mi sono bruciato di brutto.
Torniamo verso il campeggio per prepararci... Fabio è davanti a noi ed entra per primo, Enriko ed io poco dopo. La nostra piazzola si trova sulla sinistra appena si entra. Ad un certo momento vedo Enriko che invece di girare a sinistra va dritto, su per la salita e sparisce. Io mi guardo Valter e gli dico: "Aho, ma dove sta andando Enriko?". E lui: "Boh... forse doveva andare su al bar per chiedere della corrente"
Passano i minuti e intanto si sente il rumore della moto di Enriko, in lontananza, che si sposta da sinistra a destra e viceversa, per parecchie volte. Intanto noi discutiamo e iniziamo a preoccuparci. Perchè Enriko non torna alle tende? Mah!!!
Alla fine eccolo comparire all'imbocco della stradina con i suoi occhioni che ci guardano e dicono "Ebbene si!!! mi sono perso". Non credevamo alle nostre orecchie, è stato per svariati minuti in giro per il campeggio a cercare le nostre tende. E la cosa bella è che, ad un certo punto, ha pure chiesto ad un tizio se quello era il campeggio "La Liccia"!
Senza parole.
Si sta facendo tardi e dobbiamo cercare un posto per andare a mangiare. Chiediamo informazioni alla signora del campeggio che ci consiglia un agriturismo a pochi minuti dal campeggio. L'agriturismo forse si chiama "Il Sardo". Non c'era posto e che non avevano roba a sufficienza per far mangiare anche noi. Noi abbiamo fatto gli occhi dolci e alla fine la signora ha ceduro. E meno male che non avevano molte cose da farci mangiare! Ci siamo sfondati: antipasto, assaggini di primi piatti (gnocchi e ravioli) e alla fine anche il porceddu che era riuscita a rimediare rubacchiando un po di pezzi dai vassoi degli altri clienti. Unica nota negatica che però non ha influito sul nostro appetito: un mega insettone nella bottiglia del vino.
La giornata è terminata, siamo al secondo giorno e già mi ritrovo con una panza esagerata :D

sabato, maggio 27, 2006

La partenza

Oggi è un gran giorno, devo preparare ancora la borsa ma la cosa più importante è che tra poco ci si incontra con gli altri e si parte per la Sardegna. Incontro sotto casa mia, siamo in tre con la moto (io, Fabio ed Enriko), e poi c'è Valter con la macchina. Il traghetto della Moby parte alle 15 da Civitavecchia e quindi abbiamo ancora parecchio tempo a disposizione. Arrivati al porto ci posizioniamo con le moto pronti ad imbarcarci e nel frattempo si fanno due chiacchiere con un altro motociclista che va in Sardegna per lavoro. Questo tizio ci va ogni due settimane e conosce tutte le strade che non bisogna perdersi quando si viaggia in moto.
Finalmente ci imbarchiamo, controlliamo che le moto vengano legate in modo corretto e poi andiamo subito a cercare un buon posto per trascorrere in tranquillità la traversata. Valter è riuscito a prendere un bel tavolino sul ponte dove c'è la piscina, all'ombra e a due metri dal bar, non poteva andare meglio. Per passare il tempo poi decidiamo di buttarci subito su una partita a traversone, con l'asso di bastoni che vale 11. Fabio non ci mette molto a raggiungere il limite di 81 punti. Finita la partita c'è chi si butta sulla musica, chi alla lettura e chi alla tintarella. Abbiamo conosciuto Marilina, una romana che viaggiava da sola per andare a lavorare in Sardegna, nelle sue valigie "tutta la sua vita". Ha abbandonato il Quadraro per andare a fare la sarta a Porto Rotondo o da quelle parti, ora non ricordo.
Sono le 20 circa e siamo arrivati ad Olbia, ormai la nostra mente è concentrata sulla strada che dobbiamo fare per raggiungere un ipotetico campeggio che ci ospiterà per almeno la prima notte. Le operazioni di sbarco sono abbastanza veloci e in breve raggiungiamo il primo distributore di benzina per decidere il da farsi. La prossima tappa è Santa Teresa di Gallura. Non era la prima volta che facevo quella strada (Olbia-S.Teresa) ma ogni volta è sempre più bella e poi con la moto non c'è storia, curve fantastiche e scenario da film. Verso le 21 e 30 siamo a Santa Teresa e ci informiamo su un campeggio. L'unico aperto da quelle parti è "La Liccia" a circa 4 chilometri in direzione Sassari.
Nel campeggio di posto ce n'è quanto ne vogliamo, praticamente non c'è nessuno. Per montare la tenda non ci sono problemi di orario e quindi puntiamo subito al ristorante e ordiniamo. Ora non ricordo con esattezza cosa ognuno di noi si è mangiato ma di sicuro in mezzo c'erano le cozze. Comunque come inizio è stato eccezionale. Ora ci manca soltanto il montaggio della tenda. Valter la sua tenda (cuccia), Fabius la sua tenda da astronauta e poi io con Enriko con un bell'igloo da quattro alto e spazioso. C'è grande agitazione per il materassino di Enriko che, dice lui, si gonfia e si sgonfia da solo. Praticamente è sotto vuoto, come lo stappi si gonfia da solo. Solo che alla fine non è andata così, il materassino si gonfia ma non da solo e poi è largo una cinquantina di centimetri e quindi non va bene neanche per poggiarci un braccio. Allora lo recicliamo in cuscino solo che anche così non va bene, ogni volta che uno di noi muove la testa l'altro sobbalza con la sua. Insomma, è più una rottura di coglioni che una cosa utile. La sistemazione per la prima notte non sarà tra le più comode.
Prima di addormentarmi sento Enriko che fa: "A Provola, lo senti l'uccello???"
Ed io: "no, non sento niente"
Enriko: "Eccolo... ed ora lo senti???"
Io: "no Erì... non lo sento"
...
Valter dall'altra tenda: "aho... a zozzi, ma che state a fà???"
risata generale
Dopo un pò...
Enriko: "Eccolo, eccolo un'altra volta, è lontano... ora lo senti???"
Io: "no... non lo sento"
si sente il rumore di un uccello che però è molto più vicino
Io: "eccolo... questo lo sento"
Enriko: "e... vabbè, questo lo sento pure io!!!"
Io: "allora quello di prima non lo sentivi neanche tu?!?!?"
via... altra risata generica